Comfort e benessere termoigrometrico

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Comfort e benessere termoigrometrico

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Scantec si propone con terzietà e professionalità alla ricerca dei possibili fattori che possono causare discomfort termico.

Grazie a strumentazione all’avanguardia e studi mirati giunge alla risoluzione di eventuali problemi e propone le eventuale migliorie da attuare. Grazie al Blower Door test è infatti possibile valutare la tenuta all’aria di un edificio. Tramite la termografia all’infrarosso, con l’uso di una termocamera ad infrarossi, si risale ad una mappatura della distribuzione del calore sulle pareti. Grazie alla termoflussimetria si valuta la qualità isolante delle pareti.

Si definisce comfort termico quella condizione in cui un individuo, dal punto di vista psico – fisico, valuta come soddisfacente l’ambiente in cui si trova. Questo valore, che ha valenza puramente statistica, è però soggettivo in quanto non tutti valutano allo stesso modo le condizioni del luogo in cui risiedono e le combinazioni che esse generano sul corpo umano.

Vi sono vari parametri che concorrono alla valutazione del benessere di un ambiente, essi possono essere:

  • Il benessere termico legato alla temperatura dell’ambiente, al suo isolamento e alla circolazione dell’aria;
  • Il benessere igrometrico legato alla presenza di umidità nell’ambiente;
  • Il benessere psicologico legato alla sicurezza di un luogo;
  • Il benessere visivo legato all’illuminazione di un luogo;
  • Il benessere olfattivo legato alla qualità dell’aria;
  • Il benessere acustico legato alla rumorosità del luogo.
Insieme a questi parametri vi sono altre variabili che incidono sulla sensazione di benessere che un individuo può provare, come ad esempio: il tipo di attività svolta, il tipo di abbigliamento, l’età, il sesso e le condizioni di salute dell’individuo. 

La conoscenza dei valori associati a questi parametri permette di studiare nuove metodologie di intervento e progettazione al fine di migliorare il comfort termico di un edificio. La normativa di riferimento (UNI EN ISO 7730), prevede l’uso di due indici per la definizione di benessere termico: il PMV (predicted mean vote – voto medio previsto) e il PPD (predicted percentage of dissatisfied – percentuale prevista di insoddisfatti).

L’indice PMV ha una scala che si estende da -3 (sensazione di molto freddo) a +3 (sensazione di molto caldo) passando per lo zero (condizione di benessere: né caldo né freddo).
Le sensazioni di percezione variano però da soggetto a soggetto, quello che per una persona può essere freddo per altri può essere gradevole, stessa cosa vale per la sensazione di caldo.
Si precisa quindi che questo indice riassume i valori soggettivi del campione esaminato, ciò significa che quello ottenuto non è un valore espresso della totalità del campione assoluto e sicuro, bensì un valore mediato sui vari responsi.

Per riassumere e comprendere meglio come vengono valutati gli individui che si discostano dalla valutazione positiva del responso ci si avvale del secondo indice: il PPD, che valuta appunto la percentuale di insoddisfatti, se il PMV dà come responso un voto equivalente a 0 (comfort termico) è possibile che il PPD abbia un valore di ± 5%.

Le persone possono definirsi insoddisfatte per molteplici motivi, i più importanti possono essere dovuti alla presenza di 4 parametri, definiti parametri di discomfort termico locale, essi sono:

  • Correnti d’aria, in funzione della temperatura locale dell’aria, della velocità media e dell’intensità locale della turbolenza che provocano un raffreddamento del corpo;
  • Radiazioni termiche delle superfici, dovute all’asimmetria radiante di queste ultime che provocano il raffreddamento o il riscaldamento di parti del corpo mediante irraggiamento;
  • Differenza di temperatura verticale, percepita tra la testa e le caviglie;
  • Temperatura di pavimenti o troppo elevate o troppo basse.
In base a questi parametri si può comprendere che le condizioni ambientali ideali sono molto soggettive e ciò che va bene ad uno, per la discrepanza di altri fattori, può non andare bene ad un altro. Questo tipo di analisi permette però di studiare quali possono essere le migliorie da attuare per raggiungere un benessere termico complessivo.
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