Rischi derivanti dalle radiazioni ottiche artificiali

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Una valutazione del rischio causato dalle radiazioni ottiche è utile al fine di conoscere le peculiarità di questa particolare forma di inquinamento.

Anche la luce, fonte da sempre considerata pulita, rinnovabile e alla base di tutti i processi naturali di vita, se non trattata con cautela potrebbe presentare dei potenziali rischi per la nostra salute.
Il nostro compito, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie, è andare a valutare cosa potrebbe celarsi dietro a un suo sfruttamento o uno scorretto utilizzo.

L’inquinamento provocato da un uso smodato di luce provoca alterazioni sia a livello psicologico, basti pensare all’inquinamento luminoso delle nostre città e alla mutazioni del bioritmo delle piante, degli animali e anche dell’uomo; sia a livello fisico, cefalee, bruciore agli occhi, abbagliamento e tanti altri danni causati dall’esposizione a fonti luminose artificiali, noi ci concentreremo su questo secondo punto.

La pericolosità delle sorgenti ROA è relativa all’energia emessa dalla sorgente, all’esposizione radiante ricevuta dal lavoratore, al tempo di esposizione, alla lunghezza d’onda, alla modalità di impiego, e per quanto riguarda gli effetti sulla pelle, anche alla fotosensibilità individuale del soggetto esposto.

I possibili rischi da valutare in relazione a quest’ambito sono di tipo indiretto:

  • Sovraesposizione a luce visibile: disturbi temporanei visivi quali abbagliamento, disorientamento e accecamento temporaneo;
  • Rischi di incendio e di esplosione innescati dalle sorgenti stesse e o dal fascio di radiazione;
  • Ulteriori rischi associati alle apparecchiature e a lavorazioni che utilizzano ROA quali: stress termico, contatti con superfici calde, rischi di natura elettrica, di esplosioni od incendi come nel caso di impiego di LASER di elevata potenza etc.

Principali effetti delle ROA su organi esposti del corpo umano:

Bande spettrali Occhio Pelle
Ultravioletto C (da 100 ųm a 280 ųm) Fotocheratite Fotocongiuntivite Eritema
Ultravioletto B (da 280 ųm a 315 nm) Fotocheratite Fotocongiuntivite Eritema
Ultravioletto A (da 315 ųm a400 ųm) Cataratta Fotochimica Reazione di fotosensibilità
Visibile (da 400 ųm a 780 ųm) Lesione fotochimica e termica della retina Reazione di fotosensibilità
Infrarosso A (da 780 ųm a1400 ųm) Cataratta Bruciatura della retina Bruciatura della pelle
Infrarosso B (da 1400 a 3000 ųm) Cataratta Bruciatura della cornea Bruciatura della pelle
Infrarosso C (da 3000 ųm a 1 mm) Bruciatura della cornea Bruciatura della pelle

Gli effetti, oltre ad essere suddivisi in base alle bande spettrali che li provocano, possono essere differenziati anche dal punto di vista del decorso, si avranno così:

  • Effetti a breve termine o da esposizione acuta con tempi di latenza dell’ordine di ore, giorni; in questo caso è possibile stabilire la “dose soglia” al di sotto della quale l’effetto non si verifica;
  • Effetti a lungo termine o da esposizione cronica con tempi di latenza di mesi, anni; questi sono dovuti a fenomeni di origine diversa dalle cause che provocano gli effetti acuti e la probabilità di incorrere in essi è più elevata all’aumentare della dose accumulata.
Come visto dalla tabella precedente gli effetti delle radiazioni ottiche possono verificarsi principalmente sugli occhi e sulla pelle.

Andremo brevemente a descrivere gli effetti su entrambi:

EFFETTI SULL’OCCHIO

L’occhio è praticamente sempre esposto alla luce e dipende da essa per esplicare la funzione della visione, ma non tutte le radiazioni emesse dalle sorgenti contribuiscono a questa finalità, anzi, la radiazione infrarossa e quella ultravioletta possono provocare dei rischi per l’organo visivo.

L’occhio può essere definito come un insieme di filtri in grado di assorbire o filtrare determinate lunghezze d’onda.

I danni prodotti dipendono:

  • Dalla dose assorbita;
  • Dalle caratteristiche e dalla capacità di assorbimento dei tessuti interessati;
  • Dalla capacità di riparare il danno.

Si riassumono gli effetti dannosi più rilevanti che si possono manifestare sulle strutture dell’occhio senza protezione, in parentesi la lunghezza d’onda che le provocano:

  • Fotocheratocongiuntivite (180÷330 nm);
  • Danni al cristallino che possono accelerare l’insorgenza della cataratta (290÷340 nm);
  • Danno retinico di natura fotochimica negli individui afachici (300÷550nm).

EFFETTI SULLA PELLE

A seguito di un’esposizione acuta o cronica alle radiazioni ottiche si possono manifestare i seguenti effetti:

  • fotoelastosi, effetto associato con il fotoinvecchiamento della pelle (220÷440 nm);
  • fotocancerogenesi cutanea (270÷400 nm);
  • eritema (200÷400 nm);
  • reazioni fototossiche e fotoallergiche (280÷400 nm);
  • immunosoppressione (250÷400 nm);
  • vera pigmentazione adattativa (abbronzatura) (200÷400 nm).

 

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